prodotti cosmetici

PRODOTTI COSMETICI, NUOVE DISPOSIZIONI E NUOVE SANZIONI

La Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2015 pubblica il decreto legislativo 4 dicembre 2015, n. 204, recante la nuova «Disciplina sanzionatoria per la violazione del Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici», che è entrato in vigore dal 6 gennaio 2016.

Il provvedimento prevede specifiche sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni contenute nel regolamento europeo sopra indicato che disciplina nel merito gli obblighi a carico dei diversi operatori economici nel settore dei prodotti cosmetici.

Il legislatore italiano, ai fini della determinazione delle sanzioni, pur seguendo un criterio generale finalizzato a discostarsi il meno possibile dall’impianto sanzionatorio previgente, ha dovuto necessariamente attribuire rilevanza primaria ad un interesse costituzionalmente garantito qual è appunto il diritto alla tutela della salute e della sicurezza dei consumatori che, considerate le modalità d’uso (applicazione diretta dei cosmetici sul corpo umano), è evidentemente suscettibile di potenziali lesioni.

Preliminarmente si rammenta che il Regolamento (CE) 1223/2009 definisce come “persona responsabile” la persona fisica o giuridica mediante la quale i prodotti cosmetici sono immessi sul mercato (art.4 comma 1) e come «distributore»: la persona fisica o giuridica nella catena della fornitura, diversa dal fabbricante o dall’importatore, che mette a disposizione un prodotto cosmetico sul mercato comunitario (art.2 comma 1 lettera e).

Ancora in via preliminare si evidenzia che, come espressamente previsto dall’art. 17 del Decreto Legislativo in oggetto, le sanzioni previste “ non si applicano al commerciante che detiene, pone in vendita o comunque distribuisce per il consumo prodotti cosmetici in confezioni originali, qualora la mancata rispondenza alle prescrizioni della legge stessa riguardi i requisiti intrinseci o la composizione dei prodotti o le condizioni interne dei recipienti e sempre che il commerciante non sia a conoscenza della violazione e la confezione non presenti segni di alterazione».

Conseguentemente le sanzioni saranno applicabili ogni qual volta il commerciante ha la possibilità, attraverso la propria condotta, di incidere direttamente o indirettamente (ad esempio perché venuto a conoscenza o messo in comunque in condizione di conoscere eventuali rischi legati ai prodotti) sui profili relativi alla sicurezza del prodotto e alla tutela della salute dei consumatori. Le disposizioni che interessano maggiormente le imprese del settore distributivo (ivi compresi gli ambulanti) sono le seguenti.

  1. Reclusione da 1 a 5 anni e con la multa non inferiore ad € 1.000 (art.5 Decreto) per chi «produce, detiene per il commercio o pone in commercio prodotti cosmetici che, nelle condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili, possono essere dannosi per la salute umana, tenuto conto di quanto stabilito dall’articolo 3 del regolamento», in materia di presentazione ed etichettatura del prodotto, istruzioni per il suo uso e l’eliminazione, qualsiasi altra indicazione o informazione da parte della persona responsabile definita dall’articolo 4. (Cfr. art.3 D.Lgs.). La presenza di avvertenze, tuttavia, non dispensa la «persona responsabile» dal rispetto degli altri obblighi previsti dal medesimo regolamento. Quest’ultimo, infatti, stabilisce che «per ogni prodotto cosmetico immesso sul mercato, la persona responsabile ne garantisce il rispetto degli obblighi pertinenti stabiliti dal presente regolamento». Appare inoltre opportuno precisare che per i prodotti cosmetici importati il distributore è la persona responsabile quando immette un prodotto cosmetico sul mercato con il suo nome o con il suo marchio o modifica un prodotto già immesso sul mercato in modo tale che possa essere compromessa la conformità con i requisiti applicabili. Il comma 2 del medesimo art. 3 del decreto, prevede infine un’attenuante, con conseguente riduzione delle pene da un terzo a un sesto, per il caso in cui il fatto sia commesso per colpa (senza dolo).
  2. Ammenda da € 3.000 ad € 30.000 (art.5 Decreto) per il distributore che, prima di rendere un prodotto cosmetico disponibile sul mercato non effettua le verifiche di cui all’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento, cioè :
  • che l’etichetta contenga le informazioni previste dall’articolo 19, paragrafo 1, lettere a), e) e g) e dall’articolo 19, paragrafi 3 e 4, relativamente al nome o alla ragione sociale ed all’indirizzo della persona responsabile, al numero del lotto di fabbricazione o al riferimento che permetta di identificare il prodotto ed all’elenco degli ingredienti;
  • che siano rispettati i requisiti linguistici di cui all’articolo 19, paragrafo 5, cioè determinati dalla normativa dello Stato membro in cui il prodotto viene venduto (in Italia le informazioni devono essere almeno anche in lingua italiana);
  • non sia decorso il termine di durata minima (o scadenza, la data fino alla quale il prodotto cosmetico, stoccato in condizioni adeguate, continuerà a svolgere la sua funzione iniziale) specificato, ove applicabile, all’articolo 19, paragrafo 1.
  1. Ammenda da € 3.000 ad € 30.000 (art. 5 Decreto) a carico del distributore che violi le disposizioni dell’articolo 6 del Regolamento o che non ottemperi agli obblighi ivi previsti e cioè :
  • essendo venuto a conoscenza di uno o più fatti specifici dai quali si desume che un prodotto cosmetico non è conforme ai requisiti stabiliti nel regolamento UE, renda ugualmente disponibile il prodotto sul mercato senza che sia reso conforme;
  • essendo venuto a conoscenza di uno o più fatti specifici dai quali si desume che un prodotto cosmetico che ha (già) reso disponibile sul mercato non è conforme al regolamento UE, non verifichi che siano adottate le misure correttive necessarie per rendere conforme tale prodotto, ritirarlo o richiamarlo, se del caso;
  • qualora il prodotto cosmetico presenti un rischio per la salute umana, non informi immediatamente la persona responsabile e le competenti autorità nazionali in cui ha reso disponibile il prodotto, indicando in particolare i dettagli relativi alla mancata conformità e le misure correttive prese;
  • non garantisce che, fintantoché un prodotto è sotto la sua responsabilità, le condizioni di stoccaggio o di trasporto non pregiudichino la conformità ai requisiti del regolamento UE;
  • non coopera con le autorità competenti, su richiesta di queste ultime, per qualsiasi azione intesa ad evitare i rischi presentati dai prodotti che ha reso disponibili sul mercato. In particolare, i distributori, a seguito di una richiesta motivata di un’autorità nazionale competente, forniscono a quest’ultima tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la conformità del prodotto ai requisiti prescritti in una lingua che può essere facilmente compresa da tale autorità.
  1. Sanzione amministrativa pecuniaria da € 10.000 ad € 25.000 (art. 6 Decreto) in caso di violazione degli obblighi di identificazione nella catena di fornitura di cui all’articolo 7 del regolamento UE. Il distributore, infatti, su richiesta delle autorità competenti è obbligato ad identificare il distributore o la persona responsabile che ha fornito il prodotto cosmetico e i distributori ai quali detto prodotto è stato fornito (tale obbligo sussiste nei tre anni successivi alla data in cui il lotto del prodotto è stato messo a disposizione del distributore).
  2. Sanzione amministrativa pecuniaria da € 1.000 ad € 6.000 (art.9 comma 2 Decreto) per il distributore che:
  • non ottempera all’obbligo di trasmissione alla Commissione UE delle informazioni specificamente prescritte dall’articolo 13, paragrafo 3, del regolamento nel caso in cui rende disponibile in uno Stato membro un prodotto cosmetico già immesso sul mercato di un altro Stato membro e traduce, di propria iniziativa, un qualsiasi elemento dell’etichetta del prodotto in questione al fine di rispettare il diritto nazionale;
  • contravviene agli obblighi di comunicazione alla persona responsabile delle informazioni previste dall’articolo 13, paragrafo 4, del regolamento nel caso in cui un prodotto cosmetico è stato immesso sul mercato prima del 11 luglio 2013 ma non è più immesso sul mercato a decorrere da tale data, e un distributore introduce detto prodotto in uno Stato membro dopo la data in questione;
  • non rispetta gli obblighi di aggiornamento che l’articolo 13, paragrafo 7, del regolamento prescrive di fornire quanto prima qualora le informazioni sopra indicate subiscano modifiche.
  1. Sanzione amministrativa pecuniaria (salvo che il fatto costituisca reato) da € 500 ad € 5.000 (art.15 Decreto) a carico, tra gli altri, del distributore che non ottempera all’obbligo prescritto dall’articolo 23, paragrafo 1, del regolamento di fornire quanto prima alle autorità competenti dello Stato membro nel quale siano stati eventualmente riscontrati effetti indesiderabili gravi notizie relative a:
  2. a) tutti gli effetti indesiderabili gravi noti o che si possono ragionevolmente presumere noti;
  3. b) il nome del prodotto cosmetico in questione, che ne permetta l’identificazione specifica;
  4. c) le eventuali misure correttive adottate.
  5. Sanzione amministrativa pecuniaria da € 10.000 ad € 25.000 (sempre salvo che il fatto costituisca reato) (art.16 Decreto), a carico della persona responsabile e del distributore che non adotti tutti i provvedimenti adeguati richiesti dall’autorità competente ai sensi dell’art. 26 del regolamento, ivi incluse le misure correttive volte a rendere conforme il prodotto cosmetico, a ritirarlo dal mercato o a richiamarlo entro un limite di tempo ragionevole, in proporzione alla natura del rischio, qualora il prodotto non risulti conforme, ovvero nel caso in cui le misure adottate siano insufficienti o tardive (oltre i termini stabiliti dall’autorità).

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