CESENA, AMBULANTI DI PIAZZA DEL POPOLO AMAREGGIATI

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A Cesena gli ambulanti di piazza del Popolo contavano di restare al loro posto. Invece, per il terzo anno consecutivo, per due appuntamenti mercatali dovranno lasciare la loro solita postazione e far spazio al Festival internazionale del Cibo di Strada (5-7 ottobre). Una situazione che sta creando disappunto tra gli operatori, come testimoniano le voci di chi, in piazza, lavora tutti i giorni dell’anno.

“Ci avevano promesso che, una volta terminati i lavori di piazza della Libertà, la manifestazione sarebbe tornata in quel luogo e noi avremmo lavorato come al solito in piazza del Popolo – riassume Paolo Raboni, che da 22 anni opera nella piazza centrale di Cesena – E’ una scelta che subiamo, siamo dispiaciuti perché ci avevano promesso che non ci avrebbero più spostato e invece non è così. Inoltre, in via IX Febbraio diamo fastidio ai condomini e questo spostamento è un danno anche alla nostra immagine di ambulanti”.

C’è il disagio dello spostamento e quello economico. Come mette in evidenza Marco Manuzzi: “Il cliente è abituato a trovarci sempre nello stesso punto, fare anche duecento metri in più lo disorienta – spiega il commerciante – Per noi vuol dire perdere lavoro. Può essere recuperato? Non si sa, ma in prima battuta subiamo un disagio economico. Ma la rabbia è ancora maggiore perché nei mesi scorsi c’era stata una discussione e una disponibilità data nei nostri confronti. Erano state spese parole, erano state fatte promesse… Non mantenute, purtroppo per noi. E’ il terzo anno che ci viene chiesto un sacrificio: noi operatori proviamo rabbia e rassegnazione. Va bene impegnarsi per animare una città, tutti sono pronti a fare la loro parte e noi l’abbiamo fatta, ma non si può scaricare tutto solo su una categoria. Perché un mercato storico come quello di Cesena sembra non valere più nulla davanti a certe scelte?”.

“Ognuno ha le sue motivazioni e noi abbiamo le nostre: lo spostamento è un danno economico e questo è il terzo anno che ci capita”, taglia corto Pierangelo Domeniconi. “Siamo contrariati perché si preferisce un’attività economica, come il Festival, a un’altra, il mercato ambulante. E questa decisione arriva in un anno in cui sono già stati cancellati alcuni mercati per le festività e quindi ci penalizza in modo ancor più pesante. Il mercato in centro deve valorizzare il centro stesso, non essere penalizzato per far spazio ad eventi che potrebbero comunque convivere con gli ambulanti molto facilmente, come succede in altre città. Ottobre, poi, soprattutto per chi fa abbigliamento è un mese importante – conclude Domeniconi – perdere, di fatto, due mercati è una bella batosta”.

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